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Parafrasi: L'oro et le perle e i fior' vermigli e i bianchi (Francesco Petrarca)

martedì 20 settembre 2016

L’ oro et le perle e i fior’ vermigli e i bianchi
Che  ‘l verno devria far languidi et secchi,
Son per me acerbi et velenosi specchi,
Ch’io provo per lo petto et per li fianchi.

Però  i  dì  miei fien lagrimosi et manchi,
Ché gran duol rade volte aven che ‘ nvecchi:
Ma più ne colpo i micidiali specchi,
Che ‘ n vagheggiar voi stessa avete stanchi.

Questi poser silentio al signor mio,
Che per me vi pregava,ond’ ei si tacque,
Veggendo in voi finir vostro desio;

Questi fuor fabbricati sopra l’ acque
D’ abisso,et tinti ne l’ eterno oblio,

Onde ‘l principio de mia morte nacque

PARAFRASI
L'oro e le perle e i fiori rossi e bianchi,che l'inverno dovrebbe fare appassiti e secchi,sono per me spine pungenti e velenose che io avverto nel petto e nei fianchi.

perciò i miei giorni saranno dolorosi e scarsi,poichè accade poche volte che un gran dolore invecchi:ma di ciò incolpo più gli specchi assassini,che avete stancati nel contemplare voi stessa.

questi fecero tacere il mio Signore,che vi pregava per mio conto per cui egli tacque,vedendo il nostro desidrio e saurirsi in voi;

questi furono fabbricati presso l'acqua dell'abisso,e intinti nella dimenticanza eterna,da cui si originò l'inizio della mia morte.

Spiegazione del tema
La lontananza di Laura dal poeta non è solo distanza nello spazio, ma anche distanza psicologica.
La donna, infatti, è spesso caratterizzata come fredda e altera, guadagnandosi l’ epiteto di “nemica”.
Laura non solo non è un angelo che porta la salvezza, ma è causa di sofferenza e scissione interiore.
Questo tema è al centro del ciclo dei sonetti dello specchio: la donna contempla la propria bellezza riflessa, si chiude in sé e si sottrae all’amore del poeta.

Analisi del testo
La struttura e lo stile
Il sonetto compsto da 2 quartine e 2 terzine di endecasillabi rime ABBA,ABBA;CDC,DCD.
Il sonetto è chiaramente diviso in due parti. Le quartine sono segnate da uno stile concentrato, aspro, caratterizzate da rime difficile dal suono duro(si consideri, ad esempio, la frequenza dei suoni  /r/ e /c/ nella prima quartina). Il loro compito è anzitutto descrittivo e narrativo. Le terzine scandite dall’anafora “Questi poser....questi fuor fabricati”[...], hanno invece un andamento meno teso e il loro compito è anzitutto riflessivo. Anche le rime alternano la difficoltà dell’ uscita in –acque alla leggerezza dell’ uscita in –io.
Lo stile di Petrarca viene definito armonioso e soave.
Il modello Petrarchesco invita l'artista ad oltrepassare la superficie caotica delle apparenze per riprodurre nella sua opera il ritmo ideale (l'ordine) delle cose. In termini platonici, prevale il tempo dell'essere, non c'è il tempo del divenire, oggetto della mimesi (imitazione).

Analisi del testo
Campi semantici:euforia,disforia e l’ io lirico
L’ euforia  la si può trovare solo nel primo verso:
L’ oro et le perle e i fior vermigli ei bianchi”[...]
Anche se il significato del verso è prevalentemente disforico, la descrizione dei fiori e le congiunzioni esprimono un tono euforico.
La disforia si trova nell’ ultima terzina:
Questi fuor fabbricati sopra l’ acque...onde ‘l principio de mia morte nacque”[...].
Petrarca definisce gli specchi come oggetti diabolici, che hanno trasformato laura in una persona vanitosa e che di conseguenza sono la fonte delle sofferenze del poeta.
L’ io lirico si trova nella seconda quartina:
Però i dì miei fien lascrimosi et manchi...che ‘n vagheggiar voi stessa avete stanchi”[...].
Petrarca predice che i suoi giorni saranno dolorosi, sempre a causa della vanità di laura che oramai ha occhi solo per sé stessa.
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